Un impianto di videosorveglianza che viola la privacy

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17/02/2021: Applicata una sanzione di 10 milioni di euro per una installazione abusiva di un impianto di videosorveglianza.

I lettori ormai sanno che le sanzioni previste dal regolamento generale europeo in materia di protezione dei dati personali possono raggiungere livelli assai elevati. Riassumiamo brevemente questo caso.

Lo scenario:

-mentre in Italia esiste un solo garante per la protezione dei dati personali, in Germania esistono tante autorità garanti, quanti sono gli Stati che compongono la Repubblica federale di Germania.

Nella fattispecie, l’autorità Garante per la Bassa Sassonia ha imposto una sanzione di 10, 4 milioni di euro ad un rivenditore di materiale elettronico. Questo rivenditore utilizzava di un sistema di videosorveglianza, all’interno dei propri locali, per prevenire ed indagare possibili attività criminose da parte dei dipendenti. L’impianto inoltre permetteva di tracciare il movimento delle merci tra le varie parti del magazzino.

L’ autorità Garante della Bassa Sassonia ha ritenuto che queste motivazioni non fossero sufficienti per abilitare l’installazione dell’impianto di videosorveglianza: in effetti, l’autorità Garante ha affermato che installare un impianto di questo tipo, per mettere sotto controllo possibili situazioni di rischio criminoso, rappresentava una attività eccessivamente invasiva, rispetto a soluzioni più morbide, come ad esempio una ispezione casuale delle borse di dipendenti, quando abbandonavano i locali.

Un altro aspetto che ha destato l’attenzione è la durata di conservazione dei dati, che era fissata a 60 giorni. L’autorità garante ha confermato che le indagini su attività criminose potevano essere consentite soltanto se vi erano episodi pregressi e sospetti su specifiche persone. Solo in questo caso sarebbe stato possibile, per un breve periodo di tempo tenere sotto controllo i movimenti dei dipendenti.

Utile sottolineare come questo atteggiamento dell’autorità Garante della Bassa Sassonia sia indubbiamente molto molto meno restrittivo, rispetto a quanto consentito in Italia.

Estratto dall’articolo: di Adalberto Biasiotti su Puntosicuro

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