Ghiro SRL

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1) Acquisire la comunicazione della dipendente

Verificate che il certificato riporti almeno stato di gravidanza e data presunta del parto. Il certificato di gravidanza è normalmente trasmesso telematicamente dal medico all’INPS; il datore può consultare l’attestato tramite servizio INPS, usando codice fiscale della lavoratrice e numero di protocollo/certificato fornito dalla stessa. (INPS)

Conservate il documento in modo riservato, limitando la diffusione interna ai soli soggetti necessari: HR/payroll, datore di lavoro, RSPP/medico competente per la valutazione sicurezza, evitando dettagli sanitari non necessari.

2) Attivare subito la valutazione sicurezza

Trattandosi di operaia, la priorità è verificare se la mansione comporta rischi incompatibili: sollevamento/trasporto pesi, postura eretta prolungata, movimentazione manuale, turni gravosi, agenti chimici, rumore, vibrazioni, temperature, ritmi o ambienti faticosi.

Il D.Lgs. 151/2001 vieta di adibire le lavoratrici gestanti a trasporto/sollevamento pesi e a lavori pericolosi, faticosi o insalubri; se possibile, la lavoratrice va spostata a mansioni compatibili, mantenendo qualifica e retribuzione. Se lo spostamento non è possibile, può essere disposta l’interdizione dal lavoro: vedere più avanti la procedura.

Operativamente: chiedere subito a RSPP e medico competente un parere scritto sulla mansione concreta, allegando solo le informazioni necessarie: qualifica, reparto, attività svolte, orari, eventuali carichi, posture, sostanze e DPI.

3) Nell’attesa, applicare misura prudenziale

Fino alla valutazione formale, evitare di assegnare attività potenzialmente vietate o dubbie, soprattutto:

  • sollevamento o spostamento carichi;
  • stazione eretta prolungata;
  • turni notturni;
  • esposizione a sostanze, rumore, vibrazioni o ambienti gravosi;
  • mansioni con rischio urti, cadute, sforzi o ritmi intensi.

Meglio adibirla temporaneamente ad attività leggere/amministrative/controllo qualità non rischiose, se disponibili.

4) Se la mansione è incompatibile: cambio mansione o interdizione

Ci sono tre scenari:

A. Mansione compatibile
La dipendente continua a lavorare normalmente, con eventuali adattamenti di orario/postazione e con i permessi per visite prenatali.

B. Mansione originaria non compatibile, ma esiste mansione alternativa
Formalizzate per iscritto lo spostamento temporaneo a mansione compatibile, senza peggioramento economico.

C. Mansione non compatibile e non c’è alternativa organizzativa
Va predisposta istanza di interdizione anticipata/post partum all’Ispettorato Territoriale del Lavoro, allegando certificato di gravidanza con data presunta parto e copia del DVR riguardante lo specifico caso. La modulistica INL richiede questi elementi. (INL | Ispettorato Nazionale del Lavoro)

D. Procedura per maternità a rischio (situazione personale della donna)
Se invece l’interdizione è richiesta per gravi complicanze della gravidanza o patologie, la strada è sanitaria, su iniziativa della lavoratrice tramite certificazione medica/ASL

In caso di complicazioni, la futura mamma deve richiedere un certificato di gravidanza a rischio a un ginecologo del Servizio Sanitario Nazionale (Astensione anticipata dal lavoro per gravidanza a rischio). Tale certificato deve poi essere presentato all’ATS/ASST territorialmente competente e inoltrato telematicamente all’INPS per l’interdizione dal lavoro.

5) Gestire maternità obbligatoria e domanda INPS

Il congedo di maternità ordinario è, di regola, 2 mesi prima della data presunta del parto e 3 mesi dopo, salvo opzioni consentite dalla legge come 1+4 o 0+5.

La domanda di congedo maternità deve essere presentata dalla lavoratrice all’INPS tramite il servizio dedicato sempre prima dei 2 mesi di astensione anticipata anche se effettuata l’opzione 1+4 o 0+5. Dopo il parto la lavoratrice dovrà comunicare nascita e generalità del figlio entro 30 giorni. (INPS)

6) Permessi per visite prenatali

La lavoratrice ha diritto a permessi retribuiti per esami prenatali, accertamenti clinici e visite specialistiche quando devono essere effettuati durante l’orario di lavoro. Può essere richiesta documentazione giustificativa con data e orario della prestazione.

7) Tutele ulteriori da ricordare

Da questo momento opera il divieto di licenziamento dall’inizio della gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino, salvo le eccezioni di legge. Le eventuali dimissioni/risoluzioni consensuali nel periodo protetto richiedono convalida presso l’Ispettorato.

In pratica, quando la lavoratrice rende noto il suo stato di gravidanza

  1. Rispondere alla lavoratrice confermando ricezione della comunicazione.
  2. Chiederle, se non già indicato, numero protocollo certificato INPS e data presunta parto.
  3. Trasmettere subito a RSPP/medico competente richiesta di valutazione mansione gestante (vedi sotto).
  4. Nel frattempo, sospendere mansioni manuali/pesanti o a rischio.
  5. Se non esiste mansione alternativa sicura, preparare istanza ITL di interdizione con dichiarazione aziendale.
  6. Annotare la posizione in payroll per futura gestione maternità, permessi prenatali e indennità.

Testo da inviare internamente a RSPP/MC:

Buongiorno,
comunichiamo che la dipendente [Nome Cognome], qualifica operaia, reparto [●], ha comunicato lo stato di gravidanza con data presunta parto [●].
Si chiede valutazione urgente della compatibilità della mansione svolta con lo stato di gravidanza ai sensi del D.Lgs. 151/2001, indicando eventuali limitazioni, misure organizzative possibile adibizione a mansioni alternative o necessità di interdizione.
In attesa del riscontro, la lavoratrice sarà temporaneamente esclusa da attività gravose tipo movimentazione carichi, stazione eretta prolungata e ulteriori attività potenzialmente gravose o a rischio.

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