Il nuovo apprendimento

Il sociologo Zygmund Bauman affronta più volte il tema dell’”apprendere a disapprendere” che definisce “un elemento centrale e indispensabile dell’equipaggiamento della vita. Sono passati quasi vent’anni da quando scriveva “il problema degli uomini post moderni dipende dalla velocità con cui riescono a sbarazzarsi di vecchie abitudini piuttosto che quella con cui ne acquisiscono di nuove. La cosa migliore è non preoccuparsi di costruire modelli; il tipo di abitudine acquisito con l’apprendimento terziario consiste nel fare a meno delle abitudini. In questo lasso di tempo le sue parole si sono dimostrate sempre più pertinenti.

Nel suo “Conversazioni sull’educazione” , pubblicato in Italia nel 2012, Bauman riprende il concetto e sviluppa la metafora dei missili, in cui mette a confronto i missili balistici a percorso predefinito, adatti a un obiettivo fisso e i missili intelligenti, in grado di cambiare la propria direzione in pieno volo a seconda delle mutevoli circostanze e dichiara che essi traggono beneficio dall’avere un equipaggiamento di natura alquanto “generalistica”, non localizzata su alcuna specifica categoria di obiettivi, e neppure apertamente programmata per il raggiungimento di un particolare tipo di bersaglio.

Molte persone, per gli incalzanti cambiamenti nel modo di produrre e nei rapporti di lavoro, proprio come missili intelligenti, devono essere in grado di apprendere durante il percorso.
E soprattutto devono coltivare la capacità di dimenticare quanto era stato appreso “non devono affezionarsi apertamente alle informazioni che hanno. Tutte le informazioni … invecchiano rapidamente e invece di fornire una guida affidabile possono condurre fuori strada.
Liberamente tratto da Puntosicuro art. di Renata Borgato