Macchinari concessi in uso a terzi. Sentenza 3494 del 28 gennaio 2021

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Da questa sentenza almeno due insegnamenti importanti:

  • Le conseguenze penali derivanti dalla concessione in uso di macchinari e attrezzature di lavoro non conformi alle norme antinfortunistiche non possono essere eluse con una clausola di esonero da responsabilità contenuta in un contratto di comodato.
  • Una “linea di produzione” realizzata con due macchine certificate non è una linea a norma.

E quindi devo:

  • Avere ben presente che se concedo l’utilizzo di miei macchinari mi assumo la responsabilità che debbano essere a norma e quindi come buona prassi “che ognuno utilizzi i propri macchinari”
  • Sapere che l’insieme di macchine certificate non produce, di per sé stesso, la certificazione della linea di produzione, ma deve essere successivamente certificata l’intera linea nel suo insieme.

Descrizione della situazione.

Ci troviamo di fronte a tre soggetti: l’amministratore di una società che concede in uso dei macchinari, un datore di lavoro per il quale opera l’infortunato e l’infortunato stesso.

Il lavoratore infortunato era stato destinato all’inserimento della carta da riciclare sul nastro che l’avrebbe poi trasportata alla pressa schiaccia-rifiuti. Alle 13.30 la pressa si era bloccata a causa dell’eccessivo volume di carta inserita e il lavoratore era stato incaricato di sbloccarla, operazione per fare la quale il lavoratore si era posizionato con i piedi direttamente sulla carta bloccata. Era accaduto che, sebbene il lavoratore avesse preventivamente spento l’interruttore del nastro trasportatore l’improvviso sblocco del macchinario lo aveva fatto scivolare al suo interno provocandogli l’amputazione di entrambi gli arti inferiori

La sentenza impugnata aveva ritenuto provato che lo stesso amministratore avesse concesso in uso all’impresa datrice di lavoro dell’infortunato una pressa e nastro trasportatore nonché i dispositivi di protezione individuali non rispondenti alle disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

L’ispettore della Asl aveva riscontrato che il macchinario, fornito con un contratto di comodato, era stato arbitrariamente assemblato in un unico percorso produttivo e aveva accertato che lo spegnimento del nastro non interrompeva la lavorazione della pressa e che non vi erano altresì postazioni per intervenire sulla pressa al fine di sbloccare l’intasamento della carta.

Liberamente tratto da Puntosicuro 08 02 2021 articolo di Gerardo Porreca

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